14
Gen
2024

Lira sona sona! Nuovo album

Lira sona sona – Ettore Castagna
Nota records
Friske Academy – Cooling Project
Thanks to Didier Demolin, Ethnomusicologie, Université la Sorbonne Nouvelle, Paris.
Ettore Castagna an anthropologist, musician and researcher has been working on the lyre of Calabria since 1980. A pupil of the last masters of the peasant and pastoral world, he re-proposes, between philology and personal reworking, the most ancient modes of ‘sonu’ on this instrument. The lyre, the Byzantine violin, is a bowed chordophone widespread throughout the territory of the old Eastern Empire.038_FrontCover
06
Nov
2023

Per colpa di Didier… (La lira, i scilateddi e tutte le altre storielle)

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Didier Demolin è professore emerito di Etnomusicologia alla Sorbona (Paris 3) e una sera di maggio è spuntato a casa mia a Bergamo. Quindici giorni prima una telefonata cortese e brevissima. Mi dice che deve parlarmi e che mi verrà a trovare.
Abituato alla terrificante spocchia degli accademici nostrani mi veniva da crederci poco ma Didier, impeccabile, si presentò il giorno annunciato. Finu ala casa mia? Puru e Parigi? Mah… cosi cosi ‘e pacci…
Era venuto a parlarmi di musica, voleva propormi un disco sulla lira, qualcosa di estremamente filologico..
Risposi che non mi interessava, che oramai faccio altro, che mi diverto a fare il cantautore ma Didier niente. Tostu na petra.
La cosa andò per le lunghe e verso le undici di sera mi rendo conto che non avevamo manco cenato. Didier ti insegno a fare i scilateddi… sì… i maccheroni… Che dici? Li fate alla Sorbona i maccheroni?
Scila e cundi, scila, cucina e cundi, verso l’una di notte ci siamo conditi un bel piatto di scilateddi come Dio comanda.
Il diversivo non funzionò… Ettore il progetto è importante, è un discorso molto ampio sulla grecità meridionale e calabrese… Insomma… un poco mi sentivo oggetto di studio, un po’ uno dei vecchiareddi che in anni remoti mi cercavo campagne campagne della jonica.
Verso le tre di notte sono crollato… Tu fazzu u discu, Didiè, tu fazzu mannaj’ali cani!
Ed è così che entro la prima settimana di dicembre 2023 uscirà “Lira sona sona”, Nota Records, Cd Book di 80 pagine e cinquanta minuti di musica tutta mia e tutta (come si diceva una volta) tradizionale. Pregiatissimi sponsor l’Accademia Frisona (Olanda) e la Sorbonne Nouvelle. Compagni di viaggio Jenny Caracciolo, Mimmo Morello, Giuseppe Muraca, Anna Cinzia Villani. Ma state tranquilli, ve ne parlerò bene abbastanza presto… nel frattempo… uno alla volta… uno alla volta… non vi ammurrate…
02
Mar
2022

Il 4 marzo esce il mio nuovo album Eremìa

Ἐρημία/ Eremìa… Alfamusic AFMCD251

Disponibile da subito il Cd e in digitale su tutti i supporti e gli store on line! Da giugno su Lp…

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Il 4 marzo 2022 uscirà per Alfamusic il mio prossimo album, Eremìa che in greco classico vuol dire Solitudine. È un certo tipo di solitudine, quella della meditazione, dello sguardo interiore. Si tratta di undici canzoni mie, tre testi in greco, otto in vari dialetti calabresi. Il suono è sopratutto acustico ed è il suono mio. Sono compagni d’avventura moltissimi musicisti da ogni angolo di questo incasinato pianeta: Italia, Usa, India, Marocco, Iran.

Nonostante le tante produzioni discografiche a cui ho partecipato, quelle che ho progettato e diretto, questa è la prima volta che esco col mio nome e cognome e con materiale interamente mio.

Ἐρημία/Eremìa è stata la scoperta che mi piace raccontare storie. Undici canzoni che nascono in un momento di acuta solitudine nella quale la musica è diventata rifugio, riflessione, memoria. Ἐρημία/Eremìa racconta in greco, in arabo e, sopratutto, in dialetto, la mia lingua madre. Ma anche Ἐρημία/Eremìa suona. Suona in molte più lingue ancora con la meraviglia acustica di tanti musicisti fratelli.

Eremia nasce come progetto inizialmente solitario. Intendevo costruire un percorso di canzoni su una chitarra di impostazione popolare e sui suoi cicli ritmico melodici. La lingua narrativa si fonda su vari dialetti calabresi e sul greco. Progressivamente, dall’idea less is more, mi sono mosso alla ricerca di altri musicisti con i quali costruire un dialogo su timbri, colori, armonie. Ne è nata una grande quantità di collaborazione con musicisti dai quattro angoli del pianeta che hanno conferito una ricchezza timbrica e di incontro culturale che è raro ritrovare in un solo album.

Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato nel progetto Eremìa.

Ettore Castagna: voce, chitarra acustica.

Inoltre: chitarra elettrica, chitarra battente, lira e lira  basso, tamburello, harmonium, doppio flauto, flauto armonico, grancassa, malarruni, piatti

Abdallah Ajerrar: gwembri

Rashmi V. Bhatt: tabla e percussioni

Nico Canzoniero: chitarra elettrica

Nando Citarella: tammorra muta

Charles Ferris: tromba, trombone

Vajiheh Hadjihosseini: setār

Vahid Hadjihosseini: daf

Lavinia Mancusi: voce

Chiara Mastroianni e Giuseppe Muraca: metitura

Mimmo Mellace: batteria, piatti

Paolo Modugno: bendir, dayereh, daf, dumbek

Mimmo Morello: zampogna a paru

Yiannis Panaiotopoulos: lira palià, oud), politiki lira

Dario Rosciglione: contrabbasso

Fabrizio Salvatore: tastiere

Carmine Torchia: tastiere, voce, chitarra classica, basso elettrico, chitarra elettrica, mandolino

Enzo Tropepe: chitarra elettrica, basso fretless

Salvatore Zambataro: fisarmoniche

Arrangiamento delle fisarmoniche e tastiere: Alessandro Santacaterina

Registrato nel 2021 presso Alfamusic Studio, Roma

Tecnico del suono: Alessandro Guardia

Missato da Ettore Castagna e Alessandro Guardia

Grafica: Luca Andreoni

Foto di copertina: Luca Andreoni

I ritratti di Ettore Castagna sono di Giuseppe Pontari

BOOKING: ITALYSONA 3500901327.  info@italysona.com

07
Gen
2022

Grazie al Premio Letterario Caccuri

È vero che Compare Zimmermann ha vinto il Nobel e che quindi c’entra la letteratura con la canzone… Per cui non stupitevi se il Premio Letterario Caccuri sponsorizza uno che scrive canzoni…
Vorrei pubblicamente ringraziare il Premio Caccuri per il sostegno alla mia prossima produzione in arrivo in vicinanza delle vostre orecchie fra febbraio e marzo
Ettore Castagna – Eremìa – Alfamusic (Roma) – 2022
premio letterario scelto a livelli
09
Mag
2021

Ogni sabato mattina…

Ogni sabato mattina ho una breve pausa al lavoro verso le dieci. Faccio quattro passi nel quartiere e compro un pezzo di focaccia dal panettiere. No, due pezzi focaccia. Uno per me e uno per quell’amico all’angolo. L’amico che sta all’angolo del panettiere è un ragazzo africano che chiede l’elemosina fin dalle sette del mattino. Ci passo davanti ogni giorno a piedi, venendo da casa e lui è lì. Oramai ci conosciamo ma non ci salutiamo. È una specie di patto segreto. Non lo pretendo il saluto. Non pretendo l’ossequio del mendicante. E lui ci tiene al suo orgoglio di uomo. Sì, siamo d’accordo Alì, siamo d’accordo Mamadou, siamo d’accordo Abdel… Non lo so come ti chiami. Però il sabato mattina lui lo sa che quando esco dal panettiere compro due focacce e capisco che se lo aspetta. “Mi da due euro di focaccia, signora? Me la divide in due sacchetti?” Un euro per me e un euro per lui. Esco dalla panetteria, lo guardo e gli dico: “Tieni amico…” Lui tiene gli occhi a terra, si vergogna ma dice “grasi…” Prego amico, prego. La sua mano nera si gira e mostra il palmo bianco. Poi c’è il bianco del pane e il bianco della mia mano. “Grasi… amico…” Ed è così da settembre. Stamatina fuori la panetteria c’era uno nuovo, il giovane mendicante non si vedeva ma io ho chiesto due pezzi di focaccia lo stesso. Quando sono uscito però il nuovo ragazzo dell’angolo non c’era già più. Mi sono trovato solo con due focacce e nessuna voglia di mangiare, inutilmente, il doppio.

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01
Feb
2021

Il Valore della Solitudine

Questa è una storia di molti anni fa che stasera mi torna in testa.
Una storia fatta di minime storie sul valore della solitudine.
Cosmas mi insegnò il valore della solitudine.
A me che credevo di saperlo e non sapevo nulla.
«Io sono un monaco… un monaco, capisci?… Lo sai il greco? Che vuol dire mónachos? Colui che è solo. E per stare da solo devi essere un fanatico e io sono un fanatico. Sono sempre stato un fanatico…»
Cosmas era un estremista di Dio e, grazie al suo estremismo, San Giovanni Theristis riemerse dalle macerie. Io come tanti me lo ricordo quel tempio come un cumulo di pietre e poi me lo ricordo ricostruito e con gli affreschi.
“La vostra bontà è come una nuvola del mattino, come la rugiada del mattino, che presto scompare (Osea 6:4)”
Era un pomeriggio dell’estate meravigliosa della ionica. Era bello sentir cantare nella nebbia candida dell’incenso. Poi sentir dire i salmi in italiano perché c’ero io.
«Mi piace questa traduzione Cosmas. Ne avete una copia al monastero? Vorrei comprarla…»
Non me l’hai fatto comprare, Cosmas. Hai preso quell’ultima copia con due o tre pagine scurite di gocce di cera piovuta da sotto qualche icona. Hai preso quell’ultima copia e senza smettere di cantare me l’hai messa in tasca.
Hai fatto un’enormità da solo. In anni e anni sei riuscito a convincere il mondo a riedificare un tempio bizantino per com’era. Lo hai fatto lavorando da monaco, col silenzio, con la preghiera continua ed esicastica come sul Monte Athos.
Lo hai fatto nell’ingratitudine dei politici, dei tuoi stessi confratelli ortodossi, di molti calabresi, italiani e greci.
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Hai fatto tutto da solo.
Eri quasi sempre solo quando ti venivo a trovare. Al massimo con Giancarlo. Ma non ti tiravi indietro.
«Non mi dire che ascolti Alice Cooper!»
«No, Cosmas… Ti sembro uno che potrebbe sentire Alice Cooper?»
«Meno male, non gradisco quelli che sentono Alice Cooper»
«Vuoi sapere quello che sento io? Non te lo so dire… sento un po’ di tutto…»
Sapevi che mi piace la filosofia e mi mostravi col dito il mistero di Platone che era un pagano ma compariva su un’ icona cristiana appesa in fondo alla chiesa.
La mia assoluta allergia alla religione Cosmas la accettava, gli bastava il mio interesse per la spiritualità.
La spiritualità e le sue mani nelle mani dietro la schiena, i suoi occhi a terra, il suo passeggiare lento verso qualche ulivo attorno al monastero.
Da solo, poi, hai affrontato l’umiliazione, l’esclusione da San Giovanni, quella stessa ingratitudine, quell’invidia insanabile verso la forza morale indistruttibile della tua solitudine.
La solitudine del monaco.
Hai fatto anche la morte sola del monaco, sul Monte Athos. Nella lontananza, escluso a forza da tutto ciò per cui avevi lottato.
Poche settimane prima che ti rispedissero in Grecia mi convincesti a fare una conferenza sulla lira nella cultura bizantina esattamente davanti all’iconostasi.
Ascoltavi, andavi e venivi. Alla fine ti chiesi perché.
«Perché me l’hai fatto fare?»
«Perché pure tu sei un fanatico a modo tuo».
Sì ma incapace della grandezza della tua solitudine
“Si spanda il mio insegnamento come la pioggia, stilli la mia parola come la rugiada, come la pioggerella sopra la verdura e come un acquazzone sopra l’erba” (Deuteronomio 32:2)