Sono io…

92933040_10158198723135909_7421680762816036864_n

Quello della foto sono io 150 anni addietro.
Sono io prima del codice a barre, dell’hard discount, di Crispi, di Giolitti, del Terremoto del 1907, del 1908.
Sono io, sì.
Sono io prima del vinile, dell’mp3, della diretta sui social, del mio primo viaggio in autostop nel 1977.
Prima di Andreotti, di Rosa Luxembourg e di Lucio Magri, di Toni Negri, del 7 aprile e del rapimento Moro.
Sono io prima di due guerre mondiali, della guerra di Libia, d’Etiopia, dell’Albania, delle guerre umanitarie contro la Serbia e contro l’Iraq.
Sono io… io prima della Marcia su Roma, della Tassa sul Macinato, del Boom economico, di mio padre che nel 1962 acquista una Bianchina, prima del mio viaggio a Cuba del 1997.
Sono io prima dell’emigrazione in Nord America, in Sud America, in Australia, in Germania, in Francia, amMilano, atTorino, abBergamo…
Io, sì.
Sono io con gli occhi fulgidi, una zampogna sul fianco e una cane che aspetta il lampo della macchina fotografica per attaccare. Io adagiato sul fianco di una parete di roccia come un dio greco.
Prima, prima, prima. Ben prima di ogni cosa. Anche prima del generale Bava-Beccaris che spara sulla folla affamata di Milano che chiede pane nel 1898. Ma pure prima di Gaetano Bresci, di Joe Zangara, di Sacco e Vanzetti. Prima della fabbrica fordista e di McDonald’s.
Prima di fare per sempre le valigie da Catanzaro, prima di assaggiare un arancino a Monreale nel 1978, prima di pensare di trasferirmi a Toronto senza farlo mai, prima di quella gita a Ravenna, ti ricordi?
Molto prima di Primo Carnera, di Alighiero Noschese, di Brad Pitt.
Prima della prima, seconda e terza media e del voto alle donne del 1948.
Prima delle Fosse Ardeatine, dei ragazzi del ’99, di “Spezzeremo le reni alla Grecia”.
Sono io molto prima.
Ma non lo sapevo.