12
nov
2018

Il tour!

Mezzo

Calendario provvisorio… saranno possibili nuove mirabolanti sorprese a breve!

Tredici gol dalla bandierina Tour

Il reading/concerto!

23 novembre Arci Maite, Bergamo Alta, ore 21.00

25 novembre Feltrinelli, Monza, ore 10.00

25 novembre, Magazzino Parallelo, Cesena, ore 18.30

7 dicembre, Sagio Libri, Lamezia Terme, ore 18.30

8 dicembre, Libreria Mag, Siderno, ore 18.30

9 dicembre, Crotone, Location in via di definizione, ore 18.00

10 dicembre, Non ci resta che leggere, Soverato, ore 17.30

15 dicembre, Teatro del DF, Pisa, ore 21.00

16 dicembre, Circolo delle Quinte, Roma, ore 18.30

8 febbraio, Libreria Moderna, Rieti, ore 18.00

9 febbraio, L’Altra Città, Roma, ore 19.00

2 marzo, Ut Orpheus, Bologna, ore 18.00

12
nov
2018

Umani in taxi a Buenos Aires

 

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Avd Alvear 1690
El taximetro dice pesos 47,19
Alejandro, come stai? Sono diciott’anni che non ci vediamo. In questi casi si dice che sembra ieri. Diciamolo anche noi. Alessandro sembra ieri ma ieri non è.
Le nostre ombre impressionano l’asfalto.
Ti presento i miei tre fratelli Olimpio, Gioacchino e Domenico. Il fratello quattro è Eugenio ma arriva con un altro taxi.
No cabe. ’On trasa. Meglio niente storie con la polìcia argentina.
Alejandro come stai? Non sapevo che Patrizia fosse morta, non sapevo più niente, più niente. Niente.
Ci siamo salutati diciott’anni fa, una mattina a Reggio Calabria che facevo valige definitive per il nord e ora ti ritrovo a Baires. Buenos Aires, Baires mi pare che dite voi. Più corto. Si risparmia tempo. Lo risparmiamo e chissà poi dove lo mettiamo.
Vent’anni addietro io facevo il giornalista e tu il video operatore. Lavoravamo insieme.
Vent’anni dopo io faccio il professore a Bergamo e tu il tassista a Baires.
Non c’è male in quanto a strade che si dividono e si rincontrano all’infinito come le rette parallele in qualche lezione di geometria digerita male al liceo.
Alejandro io non ho capito mai niente né di matematica e né di geometria però fin dai tempi delle elementari la mia maestra diceva che Ettore scrive bene, Ettore deve fare il giornalista.
Io quello ho fatto. Io il giornalista e tu l’operatore. Stringevi il campo, allargavi il campo, blow up, piano americano, camera car… sì la camera car fa sempre il suo effetto.
Puntalo bene il microfono direzionale Ettore, puntalo su quello che parla se no facciamo un sonoro che non va.
Ti ricordi Alessandro… ti ricordi?

Libertad 1264
El taximetro dice pesos 92,87
Qua si sta in taxi mezz’ora, non so quanti chilometri fai e paghi solo cento pesos. Mamma mia… è una miseria… Quanti sono cento pesos con la crisi? Due euro e qualcosa? Prova a state tre quarti d’ora in taxi a Milano che poi parliamo.
Sono trentamila i tassisti di Buenos Aires. Trentamila per tre milioni di abitanti in città. Lasciamo perdere la provincia se no arriviamo a sedici o diciassette milioni. Trentamila tassisti a tre, quattro, cinque euro all’ora. Eppure questo deve essere un qualche onorario in un’Argentina che non sa più bene se il denaro sia il denaro a furia di grandi e grandissime crisi. Tutti ti fanno la battuta della carta straccia… papel de desecho… carta sporca… papel sucio… Una cosa senza valore.
Com’è la storia della Casa Rosada? La casa è rosata per compromesso. Quando l’hanno completata c’erano due partiti in Argentina, i rossi e i bianchi insomma. E siccome la Casa deve rappresentare tutti, per compromesso, queridos amigos, mescoleremo il rosso col bianco e la tinteggeremo rosa sanando tutti i conflitti! Un bel rosa compromesso alla faccia delle camicie sbottonate di Peron, dei fiumi di sangue di Galtieri, del mito rivoluzionario del Che, dei padri della patria… che ne so… tipo Gregorio Aràoz de Lamadrid o Juan Larrea. Spalmiamo un rosa su tutto. Facciamo un Rosa Argentina, un colore crogiolo, un meltingpot latino un po’ fallito, un po’ realizzato. Una nazione di italiani che parlano portegno.
L’Argentina è un teatro di luci e di ombre come il cimitero della Recoleta, uno scenario di marmo e di ossa, di ragnatele e di gesta epiche incise nella pietra. Miserie e nobiltà, questo è l’Argentina. Uno stato a base di immigrati italiani e di spagnoli che ogni tanto accoppa un poco di mapuches per questioni minerarie. O simili.
Senza sacrifici di sangue, si sa, non se ne fanno stati nazionali di tutto rispetto.

Avenida Hipòlito Yrigoyen 3950
El taximetro dice pesos 147,66
Sai che due giorni fa una trasmissione sportiva di una radio web se l’è presa col mio ultimo romanzo? Dice che non gli piace l’associazione simbolica fra Palanca e Che Guevara. Insomma il romanzo è inadeguato. Così hanno detto e mica lo hanno spiegato. Per conto mio, io dico che stiamo per umiliare i sogni. Quelli piccoli, da fanciulli. Quelli ingenui questo dico. I sogni sono inadeguati, sissignore. Sono obsoleti i sogni, non provate a farne.
Tanto Che Guevara vive anche se solo su magliette e portachiavi souvenir in qualche negozio di Baires, mica tutti. Eppure il Guerrillero Heroico era portegno, verdad? No, era di Rosario. Ah, mi ero dimenticato… L’uomo dimentica, gli argentini pure e quelli della radio non mi lasciano sognare a modo mio. Massimeddu io penso che dovremmo ribellarci. Ribellarsi è giusto, ribellarsi è possibile.
Insomma questa cosa c’è… Gli argentini sono tanti e sono sempre peronisti pure quando sono antiperonisti. Gli uruguaiani sono più di sinistra. Gli ultimi rimasti dopo che si è inabissato Lula in Brasile.
Ho comprato un portachiavi col Che per una mia collega. Devo farmene uno io con Palanca. Non credo che saranno capaci di proibirmelo quelli della radio.

Reconquista 572, esquina Tucumán
El taximetro dice pesos 202,31
Ti ricordi quel servizio del 1998 Alessandro? Andavamo a Melissa per i cinquant’anni dell’occupazione delle terre e della strage di Fondo Fragalà. Andavamo proprio a Fondo Fragalà a intervistare un vecchio capo contadino. Vatti a ricordare ora dopo venti anni come si chiamava.
Era tutta campagna e credo lo sia ancora.
Erano stati tutti molto gentili. Trovammo pure il sindaco, due vigili urbani, qualche altro vecchio sindacalista a Fondo Fragalà.
Pensai che era una campagna spoglia e che quel pendio appena accennato e pieno di pietre sapeva ancora dell’abbandono e dell’incolto.
Il nostro anziano testimone era di pelle scura ma bianco nei capelli. Magro, gli occhi vivi. Si mise a raccontare. Ti ricordi Alessandro? Tu lavoravi alla betacam e io ero in cuffia, facevo l’audio.
Il racconto cresceva di tensione sino alla scena del graduato che ordina alla polizia di sparare… Fuòcco! … Fuòcco!
Il vecchio capo contadino si fermò. Riviveva chiaramente tutto. Aveva le lacrime dentro agli occhi. Poi si girò verso fondo Fragalà deserto. Si girò, alzò il pugno chiuso e disse: “Grazie fratelli che siete morti per noi”.

25
ott
2018

Siete liberi di farvi del male e di non leggerlo – “Tredici gol dalla bandierina” visto da Pino Aprile

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Nel libro si scandisce il tempo con le prodezze (poesia vera quella) di Massimo-Massimeddu Palanca, capocannoniere del Catanzaro che resterà nella storia del calcio per l’incredibile impresa di 13 gol su tiri dalla bandierina di calcio d’angolo. Roba che riesce solo se sai come usare il vento a tuo favore e il tuo piede calibrare forza, effetto, mira. Nessuno al mondo come lui.
Ed è il tempo della grande musica degli anni Sessanta-Settanta, dell’amore libero e poi del terrorismo i cui echi si spengono in bravatelle pericolose, a Catanzharu, dove non succede niente anche quando succede qualcosa.
Persino quando il gesto è compiuto, è inconsapevole. Il protagonista  consuma il suo esordio sessuale con un’altra cui mancava lui, per completare il carnet. Ma lui non se ne accorge, era troppo ubriaco, e devono dirglielo gli altri che finalmente, pur se a sua insaputa, ha scopato.
Il linguaggio è quello che pareva giovanile con il recupero dei dialettismi, localismi, adeguamenti fonetici alla presunzione e talvolta ignoranza ostentata e non vera per il gusto di infrangere i canoni.
I poeti non arrivano a Itaca, si fermano a guardarla da Cefalonia, da cui la separa un tratto di mare che uno di buon fiato può attraversare a nuoto: non chiedere a Itaca di darti la meta, ti ha dato il viaggio, altro non aveva da darti, ci spiegò Costantino Kavafis, poeta greco alessandrino.
Il sugo del romanzo è che mentre il creativo immagina il mondo che dev’essere, il buzzuro si gode quello che c’è, in cui si areneranno i domani del sognatore, che il bisogno muta in venditore porta a porta di corredi nuziali. 
Ciò detto, siete liberi di farvi del male e di non leggerlo. Fatti vostri.
19
ott
2018

Il mio corso di lira di Milano

(Se volete ovviamente) Siete invitati a partecipare al CORSO DI LIRA, aperto a tutti, tenuto da ETTORE CASTAGNA (che sono io), organizzato dall’Associazione La Conta, che avrà luogo, il sabato, con una lezione al mese, dal 20/10/2018, dalle 15,00 alle ore 18,00 circa, presso la CGIL – Piazza Segesta 4, con ingresso da Via Albertinelli 14 (discesa passo carraio) a Milano.
Il costo del corso, che sarà di sette lezioni, sarà stabilito dall’Associazione La Conta in base al numero degli iscritti.
Quest’anno speriamo di poter comporre due classi. Principianti e avanzati.
Se non sarà possibile n’arranciamu come potimu…

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16
ott
2018

Parole Erranti

Il 13 ottobre è toccato a me attraversare il programma molto denso di “Parole Erranti”.

Si dice che nessuno è profeta in patria. Questo adagio, che resta molto vero, ha però subito un’eccezione, una pausa di un’ora e trenta.

Una sala piena che mi ascoltava nella mia città. Per un’ora e mezza ho potuto parlare la mia lingua che è poi quella del mio ultimo romanzo “Tredici gol dalla bandierina”.

Grazie agli amici della Masnada per la loro ospitalità.

Se tutti i festival fossero così belli ci sarebbero in giro tanti scrittori felici.

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25
set
2018

Una presentazione col botto

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La prima uscita ufficiale di “Tredici gol dalla bandierina” è stata veramente una presentazione col botto.

Sul palco di Soveria Mannelli al festival Sciabbaca io, Massimo Palanca ed Enzo Colacino.

Ci siamo divertiti tanterrimo e con noi un pubblico enorme, quello delle grandi occasioni.

Ecco tutti i link dove potete leggere e vedere della mitica data del 22 settembre

In televisione:

https://drive.google.com/file/d/1ZIWgY03WABmuN0vREX2kpAE7c5Q4ar12/view?usp=sharing

Poi l’ANSA
Il Quotidiano
 Catanzaro informa
Il Reventino
17
set
2018

Famosissimo!

Domenica 16… ovvero ieri sono stato famosissimo.

Prego gradire questa lungherrima intervista a cura del leggendario Antonio Cavallaro

Se non disponete di microscopio basta cliccare sull’immagine  e… si ingrandisce!

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